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Nelle ultime decadi  è apparso sempre più evidente il ruolo e la responsabilità della qualità dell’alimentazione e dello stile di vita nell’influenzare lo stato di benessere dell’uomo. L’acquisizione di conoscenze sia scientifiche che tecnologiche  hanno rappresentato un vero cambio di passo nell’evoluzione delle scienze dell’alimentazione. In particolare l’alimentazione del bambino costituisce tuttora un problema intricato del quale nessun aspetto può considerarsi completamente risolto comprendendo processi biologici complessi e decisivi per tutte le epoche della vita. Recentemente appare sempre più chiaro come non esista una alimentazione valida per tutti, perché ogni persona presenta una reazione individuale a cibi consumati: questo l’assunto alla base della nutrizione personalizzata che in qualche modo contrasta con il concetto di Evidence based Nutrition fondato sulla standardizzazione del modello dietetico quale strategia di popolazione valutato secondo i canoni della EBM.
Tuttavia le preferenze alimentari sono malleabili e si modificano in risposta a fattori sociali ed ambientali; è necessario quindi che non solo durante le prime epoche di vita, ma anche nelle fasi successive, gli alimenti “sani” facciano parte delle abitudini familiari, così che le preferenze “sane” sviluppatesi si conservino nel tempo. 
Inoltre, sappiamo che la risposta biologica e comportamentale di un bambino all’ambiente può essere modellata da meccanismi epigenetici che si instaurano ancora prima della nascita, “programmando” il bambino e quindi il futuro adulto. Il tutto va letto nell’ottica di un futuro passaggio dalla classica piramide alimentare, in grado di suggerire una corretta nutrizione, ad una piramide che adegui la nutrizione al background genetico individuale ed alla risposta metabolica del singolo agli alimenti ed ai nutrienti.
Non deve però venir meno l’attenzione alla dimensione culturale del cibo, perché l’atto di cibarsi è di per sè un fatto culturale; rendere meno scontato e più attrattivo il momento del pasto e quindi il rapporto con il cibo è un impegno di chi ha a cuore la salute del bambino: il cibo è comunicazione, convivialità, cultura, gusto  e per raggiungere questo obiettivo la dimensione temporale deve avere un ruolo di primo piano, sarà quindi necessario “dilatare” il nostro tempo a favore della attenzione alla salute del bambino.
Il programma congressuale, dunque, è variegato ed intenso per un aggiornamento di alto profilo assicurato da relatori di riconosciuta competenza. Ciò consentirà a tutti gli  operatori della salute  di esplorare le più recenti acquisizioni della ricerca e al tempo stesso di trovare molteplici spunti di miglioramento delle proprie competenze professionali, con conseguente risvolto positivo  sulla qualità dell’approccio  offerto ai  pazienti e alle loro famiglie.
 

CERTIFICAZIONE RILASCIATA

A conclusione del congresso verrà rilasciato l'attestato di partecipazione, 90 gg dalla data di conclusione dell'evento la segreteria organizzativa invierà mezzo pec il certificato ECM.